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Mangiare molto poco per vivere molto a lungo: Valter Longo

Roma - Una dieta troppo proteica (ricca di carne e formaggi) è pericolosa come le sigarette per persone di mezza età: come il fumo, quadruplica il rischio di morte per cancro e quasi raddoppia quello di morte per qualunque causa. Lo rivela uno studio dell’italiano Valter Longo dell’Università di Davis uscito sulla rivista Cell Metabolism che ha coinvolto oltre 6300 persone dai 50 anni in su.

Il problema, spiega Longo, è che le proteine della dieta aumentano un fattore di crescita, IFG-1, legato a molte malattie. Dopo i 65 anni, invece, va bene mangiare qualche proteina in più, precisa Longo, perché a quell’età IFG-1 diminuisce e si comincia a perdere peso e ad essere più deboli. Una dieta ad alto contenuto proteico equivale a prendere dalle proteine il 20% dell’introito calorico giornaliero: per un adulto di 60 chili significa mangiare 150 grammi di carne rossa e 100 grammi di mozzarella al giorno.

Una dieta a basso contenuto proteico corrisponde a assumere meno del 10% delle calorie giornaliere da proteine. Gli esperti hanno visto che chi adotta una dieta eccessivamente ricca di proteine animali ha un rischio di morte per tutte le cause del 74% più alto (quasi il doppio) rispetto a chi ha una dieta a basso contenuto proteico.

Il rischio di morire per cancro è del 353% in più, ovvero è un rischio più che quadruplicato; per confronto, il rischio di morte per cancro di un fumatore è del 300% in più (quadruplicato) di quello di un non fumatore.

Secondo Longo «il consumo ideale in proteine per una persona di 60 chili sarebbe di 100 gr di salmone e 200 gr di ceci al dì. Carne e formaggio - spiega - sono sostituiti da pesce e legumi, fonti di proteine più salutari».

Non a caso, conclude Longo, «questo tipo di dieta è molto comune per i centenari del Sud Italia: molti di questi centenari hanno mantenuto diete povere di proteine quasi tutta la vita. Insomma, dobbiamo tornare alla dieta dei nonni».

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